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12 dicembre 2008
 

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CON L'ACQUA ALLA GOLA

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E LA TUTELA DEL TERRITORIO

VENERDI 12 DICEMBRE 2008

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La sala della Biblioteca Civica di Stra era al gran completo, venerdì sera, per un evento organizzato dall'Associazione STRA DA FARE che ha toccato un tema di drammatica attualità: i disagi, talvolta anche pesanti, che i cittadini sopportano quando la pioggia supera appena il livello stagionale, per intensità o per durata.
Cittadini e tecnici hanno affollato la sala e seguito con interesse gli interventi del prof. Luigi D'Alpaos, docente di idrodinamica presso la facoltà di Ingegneria di Padova, dell'ing. Francesco Veronese, Direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta, e del dr. Andrea Vitturi, Dirigente della Protezione Civile Provinciale.
Molti i temi trattati, dal dissesto idrogeologico ai vantaggi della controversa idrovia.
Tutti i relatori hanno insistito sulla necessità di ripensare l'urbanizzazione. La cementificazione, o - come l'ha definita il prof. D'Alpaos - l'impermeabilizzazione del territorio ha portato ad uno scompenso notevole negli equilibri idrodinamici. Le acque, che un tempo venivano raccolte in scoli, canali, bacini ed in generale dalle zone agricole, sono ostacolate nel penetrare attraverso il terreno, restano in superficie e portano i ben noti problemi, manifestatisi con particolare drammaticità in questi giorni, di allagamenti, infiltrazioni, inondazioni a seguito dell'esondazione di fiumi e della rete idrica minore o semplicemente del mancato assorbimento dell'acqua piovana, caduta copiosamente.

Che fare, allora, perché i cittadini possano tornare a considerare la casa come un rifugio sicuro e non una fonte di problemi o addirittura di rischi?

I Consorzi di Bonifica e la Protezione Civile si stanno adoperando sia per portare migliorie alla rete esistente, sia per attuare azioni di prevenzione, ma la soluzione reale ha bisogno di interventi non procrastinabili che vedono impegnati diversi soggetti:

- i Comuni devono approvare il Piano delle Acque, assieme ai Piani di Intervento;

- devono essere censiti e mappati tutti i fossi, compresi quelli privati;

- tutti gli interventi sul territorio devono essere accompagnati dal parere idraulico rilasciato dal Consorzio di Bonifica che deve essere vincolante, non solo un suggerimento;

- devono essere realizzati interventi per la prevenzione del rischio idraulico e per la riduzione del rischio sull'esistente;

- occorre inserire vincoli sulle nuove costruzioni, con il divieto di realizzare opere in sotterraneo o comunque prevedere aperture superiori di almeno 20-40 cm rispetto al piano stradale;

- deve essere elaborato e fatto rispettare il regolamento per la manutenzione e pulizia dei fossi, sia comunali che privati.

Uno sforzo comune, dunque, che veda uniti i privati cittadini con gli enti preposti alla salvaguardia del territorio.

Al termine dell'incontro numerose domande ed interventi degli spettatori hanno permesso di chiarire i concetti espressi e a valutare concretamente le azioni da mettere in atto nel comune interesse.

Come di consueto, non appena possibile saranno pubblicati su questa pagina i materiali utilizzati e i filmati degli interventi dei relatori.

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